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Il paesaggio dell’area presenta una incredibile varietà di ambienti: si passa in breve tempo dal mare alle cime del massiccio del Sirino che superano i 2.000 metri.
Il comune di Maratea costituisce l’unico sbocco lucano sul mar Tirreno: circa 30 chilometri di costa «stretta» tra Campania e Calabria, ricca di insenature, calette isolate e costoni rocciosi che precipitano nel mare azzurro. Comprende numerose frazioni, due in montagna e le altre marine.
Dalla sua posizione domina sul Golfo di Policastro, con un paesaggio che appare selvaggio ed incantevole.

Sulla cima di Monte San Biagio, luogo idoneo al culto religioso e rifugio sicuro dagli attacchi provenienti dal mare, sono i ruderi del vecchio abitato. Dall’alto si scorgono le torri di avvistamento lungo la costa rocciosa punteggiata dal verde intenso della macchia mediterranea.
Ma l’interno svela altre sorprese: risalendo la valle del Noce si raggiunge in breve il massiccio del Sirino, che si presenta a lungo innevato d’inverno. Qui è ancora un piccolo lago
(Remmo o Laudemio) di origine glaciale. Flora e fauna sono d’interesse particolare.

Non meno interessanti sono gli altri centri della zona: Lagonegro dove si costruiscono orologi da torre, Rivello con la tradizione della lavorazione del rame e dell’oro, Lauria con il monte La Spina che già introduce nel Parco del Pollino; infine
Trecchina e Nemoli, due piccoli centri montani, sono un ottimo punto di partenza per piacevoli escursioni in montagna.
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