|
L’area del Vulture-Melfese comprende tutta la zona a nord
di Potenza.
Un’intensa attività eruttiva nel Quaternario
ha generato l’attuale configurazione morfologica del settore
nord-ovest della Basilicata, caratterizzato da un paesaggio
vario e suggestivo.
Il terreno lavico fa da substrato alla vegetazione
montana rigogliosa ed influisce anche sulle formazioni
agrarie pedemontane che garantiscono produzioni rinomate
(Vini ed Oli pregiati con marchio
DOC).

Estesi boschi si estendono da 600-700 metri fino
alle cime più elevate, dove si alternano splendidi castagneti,
abetine artificiali, fitte leccete, cerrete
e faggete.
Due importanti bacini idrominerari lasciano emergere,
da numerose sorgenti, acque minerali
abbondanti ed eccellenti, con diverse caratteristiche
chimico-fisiche (alcune ferruginose, altre ricche di
anidride carbonica libera).
Il massiccio del Vulture si presenta con una serie di
cime che superano i 1.000 metri di altitudine, disposte intorno
ai due piccoli laghi di Monticchio che occupano
i crateri del cono vulcanico spento ed è caratterizzato
da una singolare inversione altimetrica delle
fasce vegetazionali. La fauna è altrettanto ricca e
diversificata: una rarità entomologica è la Brahmea,
la cui esistenza è associata alla presenza di numerosi
esemplari di “fraxinus oxicarpa”.

E’ un territorio ricco di ambienti naturali
che, abitato fin dalla preistoria (Notarchirico,
Tuppo dei Sassi), conserva testimonianze
storiche (Castelli di Federico II di Svevia a Melfi,
Lagopesole e Palazzo San Gervasio) ed archeologiche
(Venosa, sito di epoca romana e patria di
Quinto Orazio Flacco).
Sono anche presenti insediamenti di popolazioni
Arbëresh (Ginestra, Barile, Maschito).
|